Asia zaino in spalla: 10 consigli per organizzare un viaggio nel Sud-Est Asiatico

da Sabrina
Krabi in Thailandia

Partire per l’Asia zaino in spalla e perdermi nel Sud-Est di questo magico continente, non era solo il mio più grande desiderio ma anche quello di cui avevo esattamente bisogno. E il risultato è andato ben oltre qualsiasi aspettativa.

Articolo scritto da Francesca, un’amica partita per un incredibile viaggio in Asia zaino in spalla

Da tempo meditavo di partire per un viaggio “vero”; una di quelle avventure che prima o poi nella vita molti sentono di volere e potere affrontare. Così, nel giro di poche settimane, sommersa da consegne lavorative e resoconti di fine anno, ho iniziato a cercare, annotare, leggere e trovare il coraggio comprare un backpack arancione e un biglietto aereo per Hanoi, in Vietnam.

Angkor Wat Cambogia
Angkor Wat o Tempio della Città di Angor in Cambogia

L’idea iniziale di partire da sola è stata presto rimpiazzata dalla proposta di un’amica sotto un terribile acquazzone invernale: «vengo anche io, e andiamo pure in Thailandia!». Con un biglietto di andata Milano-Hanoi e uno di ritorno Bangkok-Milano, è iniziata l’avventura che mai dimenticherò.

Asia zaino in spalla, i numeri del viaggio

  • 51 giorni, 4 Paesi, 18 città, 17 ostelli
  • 11.4 kg di backpack
  • 7467 km circa percorsi
  • 14 bus, 8 traghetti, 4 treni
  • 3 bici, 1 moto, 3 scooter
  • +1000 tuk-tuk (o auto rickshaw)

Scrivere una guida delle meraviglie che ho incontrato durante i quasi due mesi trascorsi in per le meraviglie dell’Asia zaino in spala – fra i grattacieli di Dubai, la caotica vitalità del Vietnam, l’armonico intreccio tra natura e pietre dei Templi di Angkor in Cambogia, le spiagge da sogno della Thailandia – sarebbe impegnativo, forse riduttivo e soprattutto presupporrebbe la stesura di un libro; NON di un articolo!

Muoversi in Thailandia
I mezzi pittoreschi con cui muoversi a Chiang Mai (Thailandia)

Così, anche su suggerimento di Sabrina, ho deciso di stilare una sorta di vademecum puntato della mia esperienza, con la speranza di essere d’aiuto per l’organizzazione di questa avventura di un’altra sognatrice o di un altro sognatore!

Sud-Est Asiatico zaino in spalla: 10 consigli

1. Leggere per documentarsi. Comprare guide, riviste e cercare notizie su Internet per farsi un’idea delle cose assolutamente da non perdere, ma non partire mai condizionati o prevenuti. Tradotto: non c’è miglior guida delle persone del luogo e degli altri viaggiatori che come te si stanno aprendo ad un mondo meraviglioso.

2. Costruire l’itinerario strada facendo. Il che non significa partire allo sbaraglio, ma avere pochi punti fermi e improvvisare all’occorrenza! Ogni viaggio ha bisogno della sua buona dose di organizzazione ma è anche vero che durante il mio lungo soggiorno ho potuto, voluto e gioito per gli infiniti cambi di programma.

Phi_Phi_Islands
Lo spettacolo della natura nelle Isole Phi Phi in Thailandia

3. Scontato ma non troppo: viaggiare leggeri. Al grido di ‘parto con un backpack perciò porto l’indispensabile’ mi sono sentita rispondere di tutto. La mia regola è stata: scrivere una lista e mano a mano depennare. Dopo ore di tira e molla con l’abitudine e il comfort, sono riuscita a infilare nello zaino tutto ciò di cui ho avuto effettivamente bisogno!

Il superfluo può sempre:

  • a) essere comprato lungo la strada,
  • b) tornare nella vostra quotidianità al rientro.

4. Prima di fare foto, osservare. L’obiettivo della macchina fotografica o dell’I-Phone – nel mio caso fedele compagno dopo la rottura della mia Olympus, a seguito di una rovinosa caduta sulle risaie terrazzate e fangose di Sapa – ha sempre tagliato il traguardo come secondo.

Sono una grande appassionata, le foto sono i migliori souvenir che si possano portare in valigia, ma lo stupore negli occhi, al primo sguardo sulle montagne tagliate dalle nuvole fluttuanti a Sapa, sui coloratissimi mercati di Hanoi, sulle code di motorini allineati come pezzi di Lego ad Ho Chi Minh, sui rami attorcigliati in modo indissolubile alle pietre secolari degli Angkor Temples, sulla nube fumante che vorticosamente sale dalle gustosissime zuppe, o ancora sui tramonti di KhoLanta DEVONO essere goduti in religioso e privato silenzio, prima di essere digitalizzati.

5. Cercare di capire le abitudini degli abitanti del luogo e imparare due parole nella loro lingua per ricevere in cambio un sorriso. Vivere come un local sarebbe la cosa migliore ma riuscire a farlo in poco tempo per me è stato impossibile. Detto questo, ‘imitare’ è facile: gli orientali, per esempio, parlano lentamente e piano.

Salutare con uno ‘Xinchào’ in Vietnam o ringraziare con un ‘Kapunka’ in Thailandia non solo non costa nulla ma permette di relazionarsi subito con questi popoli accoglienti, anche se timidi e riservati. Va da sé di non arrabbiarsi (inutilmente) se non capiscono, spesso, le richieste in inglese. Per loro non poter essere d’aiuto è una forma di disagio e persino di vergogna.

Dalat (Vietnam)
Street food asiatico a Dalat (Vietnam)

6. Assaggiare tutto! Questo partendo dal presupposto che ovunque andrai troverai persone – uomini, donne, ragazzi, bambini, giovani e meno giovani – che nascono, crescono e vivono la vita come noi. Perciò qualunque cosa ti propongano è commestibile! Assicurati gli standard igienici che benché diversi dai nostri NON mancano (del tutto), provare i piatti locali resta uno dei modi migliori per avvicinarsi alla cultura di un altro popolo o un altro Paese.

Il cibo vietnamita, e parlo da italiana, è uno dei migliori che si possa mangiare. Quello thai è piuttosto conosciuto anche da noi, perciò non è stato un problema. Ammetto di aver sognato uno spaghetto più volte, ceduto alla tentazione e mangiato in ristoranti italiani due volte, ad Ho Chi Minh e a KoPha-Ngan, MA oggi mi trovo spesso a desiderare deliziosi bàhnkhoài di Huèo – veri pad thai con aggiunta di qualche goccia di lime (fidatevi!).

7. Scegliere gli ostelli per non sentirsi mai soli! Il miglior modo di socializzare è selezionare una delle strutture proposte da Hostelworld. Sarete ripagati con edifici –perlopiù occidentali, nuovi, puliti, gestiti da personale sempre disponibile e organizzato- e nuovi amici!

Saranno lo spirito di solidarietà, le leggi non scritte dei viaggiatori di tutto il mondo, la voglia di condividere… Non passerete in silenzio su un’amaca più di 30 minuti! Qualcuno si avvicinerà per una sigaretta, tu chiederai ad un altro da dove viene e in un lampo, ti ritroverai a passare ore in compagnia e programmare escursioni o serate con svedesi, olandesi, australiani, francesi, canadesi! Spesso i viaggiatori hanno le stesse esigenze, prima fra tutte: necessità di consigli/e voglia di darne.

Lanterne a Hoi An
Lantenre a Hoi An, sulla costa centrale del Vietnam

8. Seguire consigli / Dare consigli. Il viaggiatore abbandona totalmente l’individualità e l’egoismo a favore della condivisione. Trattandosi di un viaggio lungo, fatto di mete spesso condivise da altri viaggiatori alla scoperta del sud-est asiatico, ho incrociato esploratori provenienti da città che sarebbero state le mie prossime destinazioni o diretti verso luoghi che avevo appena lasciato. Va da sé lo scambio di dritte su attrattive, ostelli, cibo, spiagge, locali: aiutare gli altri non è mai stato così facile!

9. Ogni tanto fare di testa propria e non seguire i consigli! A prescindere dal carattere che ognuno ha, capita a tutti di non fidarsi di certi suggerimenti per ragioni talvolta incomprensibili. Beh, in un’avventura come questa, non seguire l’istinto potrebbe rivelarsi un’occasione mancata.

È stato solo grazie a questa inspiegabile sensazione che ho trascorso un paio di giorni a Krabi, in Thailandia, meta sconsigliata dai più perché giudicata decisamente troppo turistica (cit.), e che invece mi ha permesso di ritrovarmi di fronte a una delle spiagge più belle – Railey Beach -, con rocce a picco sul mare, acqua cristallina, un fenomeno di alta marea mai visto prima!

10. Tornare a casa ricaricati e arricchiti: questo viaggio zaino in spalla nel sud-est Asiatico, per quasi due mesi mi ha regalato emozioni indescrivibili, che nemmeno le fotografie riescono a testimoniare in toto. Panorami difficilmente dimenticabili, scene di vita quotidiana autentiche, toccanti e vibranti, persone, autoctoni e turisti con la sincerità nel cuore, custodi di ricordi fissati nella memoria per sempre, piatti dai sapori unici, esotici eppure ben presto familiari, acque cristalline lambite da spiagge e rocce selvagge ma sicure e protettive.

Cara Asia, tornerò presto…

L’ultimo saluto di un viaggio in Asia zaino in spalla non può che essere rivolto al sole; quella palla rossa, infuocata, disegnata, cantata, descritta da molti – viaggiatori e scrittori -, e un grande arrivederci a tutto quello che ho visto e incontrato lungo il percorso. Felice di rientrare ma triste di lasciare tutto questo incanto.

Assicurazione viaggio

Vi lascio con un ultimo consiglio, riguardante l’assicurazione viaggio. Prima di partire – se non l’avete già fatto – vi ricordo di pensare anche a questo aspetto; importante per risolvere gli eventuali imprevisti che possono capitare quando si è in viaggio e di cui vi ho parlato in questo articolo. Se dopo attente valutazioni decidete di affidarvi a Heymondo, potete sfruttare lo sconto del 10% riservato ai lettori di Finalmente Venerdì Travel Blog.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento